Anomalia dell'offertaCosti della manodopera

Le tabelle ministeriali e dell'ANCE indicano costi medi e non già dei minimi inderogabili

16 giugno 2026T.A.R. Campania, Napolin. 3846/2026
Principio di diritto

Le tabelle ministeriali e dell'ANCE indicano, infatti, costi medi, e non già dei minimi inderogabili (eccezion fatta per il trattamento retributivo minimo). Va quindi richiamata la consolidata giurisprudenza, dalla quale non si ravvisano ragioni per discostarsi, secondo cui il concetto di “minimo salariale” va tenuto ben distinto da quello relativo al “costo medio della manodopera”, indicato nelle tabelle ministeriali e similia, il quale non assume valore di parametro assoluto e inderogabile, ma svolge - alla stregua di un canone di interpretazione letterale, sistematica e conforme - una funzione solo indicativa, ben potendo poi in concreto la singola impresa concorrente evidenziare, sulla scorta di adeguate e documentate giustificazioni calibrate sulla peculiarità dell’assetto aziendale, una particolare organizzazione idonea a dimostrare la sostenibilità degli scostamenti (ex plurimis Cons. Stato, Sez. V, n. 3407/2024). I costi medi della manodopera, indicati nelle tabelle ministeriali o dell’ANCE, costituiscono, quindi, solo un parametro di valutazione dell’offerta, essendo comunque rimesso alla stazione appaltante, pur in presenza di uno scostamento dalle predette tabelle, giudicare della sua congruità (cfr. ex multis Cons. Stato, Sez. V, 18 febbraio 2019, n. 1097), come del resto avvenuto, con esito favorevole, nel caso in esame. L’operatore economico può dunque ampiamente giustificare scostamenti dalle tabelle medie in virtù della propria organizzazione imprenditoriale.

Norme di riferimento
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