L'intervento della Corte di Giustizia ha imposto una rilettura unionalmente orientata dell'art. 35, comma 5, del d.lgs. n. 36/2023 in tema di accesso agli atti
Il recente intervento della Corte di giustizia dell'Unione europea (ord. 10 giugno 2025, causa C- 686-24) ha imposto una rilettura unionalmente orientata dell'art. 35, comma 5, del d.lgs. n. 36/2023, tale per cui non è più predicabile la prevalenza automatica dell'accesso difensivo e dell'interesse del ricorrente all'ostensione degli elementi dell'offerta secretati ove "indispensabile ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi giuridici rappresentati in relazione alla procedura di gara", dovendosi piuttosto operare un bilanciamento, caso per caso, tra il diritto a un ricorso efficace e quello alla tutela dei segreti tecnici o commerciali dei soggetti offerenti. L'ostensione può essere negata solo laddove, nel quadro di un ad hoc balancing, che sfugge a gerarchie astratte e a modelli aprioristici, venga in rilievo, quale interesse cd. limite, un'informazione specificatamente individuata, suscettibile di sfruttamento economico, in grado di garantire un vantaggio concorrenziale all'operatore nel mercato di riferimento. È altresì indispensabile che i dati in esame presentino effettivi e comprovabili caratteri di segretezza oggettiva.
- Art. 36, commi 2 e 4, D.Lgs. 36/2023(testo vigente su Normattiva, si apre in una nuova scheda)
- Art. 35, D.Lgs. 36/2023(testo vigente su Normattiva, si apre in una nuova scheda)
- Art. 116 c.p.a.(testo vigente su Normattiva, si apre in una nuova scheda)
- Art. 98, D.Lgs. 30/2005(testo vigente su Normattiva, si apre in una nuova scheda)
- Artt. 22 e 24, L. 241/1990(testo vigente su Normattiva, si apre in una nuova scheda)