La volontà di ricorrere al subappalto in relazione a tutte le lavorazioni “consentite dall'art. 119 del D. Lgs 36/2023” non può che ritenersi riferita anche al subappalto necessario, nei casi in cui esso trovi applicazione, dal momento che il il DGUE è costituito da un modello standard che presenta un'unica dichiarazione per il subappalto (“L’operatore economico intende subappaltare parte del contratto a terzi?”), rispetto alla quale è possibile fornire una sola risposta positiva, che non contempla la facoltà di specificare se l'impresa intenda ricorrere ad un subappalto di tipo “facoltativo” ovvero ad uno “necessario/qualificante”.
La previsione della lex specialis che richieda la presenza di figure professionali per l'espletamento del servizio, con rinvio all'art. 113 d.lgs. n. 36/2023 e alla fase esecutiva del contratto, configura un requisito di esecuzione e non un requisito di partecipazione. Ne consegue che l'operatore economico è tenuto in sede di offerta a dichiarare l'impegno ad eseguire il contratto ricorrendo a tali figure, senza necessità di indicarne nominativi, curricula o descrizioni analitiche a pena di esclusione.
L'omissione e la non veridicità delle dichiarazioni rese in gara non costituiscono, di per sé, causa di esclusione ai sensi dell'art. 98 del d.lgs. n. 36/2023, a meno che non integrino la specifica fattispecie di omissione dichiarativa di cui al comma 3, lett. b), dell'art. 98, in cui rileva il dolo specifico. Ne segue che, in mancanza del dolo specifico, le patologie dichiarative non danno luogo, di per sé, all'esclusione, pur potendo rilevare ai fini della valutazione di gravità di cui ai commi 4 e 5 dell'art. 98.
L'apprezzamento delle offerte e l'attribuzione alle stesse del punteggio rientra, per giurisprudenza costante e consolidata, nella sfera della valutazione tecnico-discrezionale della Commissione Giudicatrice. Tale valutazione è insindacabile in sede giurisdizionale se non manifestamente irragionevole, illogica, arbitraria o fondata su un palese e manifesto travisamento dei fatti.
L'esclusione dell'offerta per difformità dai requisiti minimi, anche in assenza di un'esplicita comminatoria di esclusione, può operare soltanto nei casi in cui la lex specialis prevede caratteristiche e qualità dell'oggetto dell'appalto che possano essere qualificate con assoluta certezza come caratteristiche minime, perché espressamente definite come tali, oppure perché se ne fornisce una descrizione che ne rivela in modo certo ed evidente il carattere essenziale. Laddove manchi una tale certezza e permanga un margine di ambiguità circa l'effettiva portata delle clausole del bando, riprende vigore il principio residuale che impone di preferire l'interpretazione della lex specialis maggiormente rispettosa del principio del favor partecipationis e dell'interesse al più ampio confronto concorrenziale, oltre che della tassatività - intesa anche nel senso di tipicità ed inequivocabilità - delle cause di esclusione. Nel caso di specie l'indicazione nella lex specialis del fatto che il dispositivo doveva essere utilizzato per "adulti/ped" comporta l'assenza dei requisiti minimi dell'offerta che prevede prodotti destinati ai soli adulti. In tal caso, non è possibile ricorrere al soccorso istruttorio ai sensi dell'art. 10 co. 1 lett. a) d.lgs. 36/2023, posto che ciò comporterebbe un'illegittima integrazione della documentazione che compone l’offerta tecnica.
In presenza di un appalto di servizi, l'omessa allegazione del progetto di riassorbimento del personale uscente, previsto dal disciplinare di gara quale allegato obbligatorio dell'offerta economica, rende legittima l'esclusione, trattandosi di un elemento necessario ed essenziale dell'offerta, la cui omissione non può essere sanata ex post ricorrendo al soccorso istruttorio.