Principio di diritto

L'annullamento in autotutela di una procedura di gara per esigenze sopravvenute, finanziarie ed organizzative della Stazione Appaltante (nel caso specifico la sopravvenuta necessità di mutare radicalmente la strategia di approvvigionamento dei servizi affidati) deve essere ricondotto al paradigma normativo della revoca, di cui all’articolo 21-quinquies della legge n. 241 del 1990, e non a quello dell’annullamento d’ufficio, di cui all’articolo 21-novies. La sopravvenuta carenza di copertura finanziaria costituisce una valida ragione per disporre la revoca dell’affidamento di un appalto, a condizione che la discrezionalità amministrativa sia esercitata nei limiti della ragionevolezza, della logicità e del corretto accertamento dei presupposti fattuali. Anche in caso di legittimità della revoca e della correttezza del comportamento dell'Amministrazione, spetta comunque all'aggiudicatario della gara revocata l'indennizzo di cui all'art. 21-quinquies, commi 1, terzo periodo, e 1-bis, della legge n. 241 del 1990.

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Principio di diritto

Ai sensi dell'art. 54, co. 2 d.gls. 36/2023, in caso di aggiudicazione dell'offerta con il criterio del prezzo più basso, qualora le stazioni appaltanti abbiano indicato negli atti di gara - quale metodo per l’individuazione delle offerte anomale - il metodo A di cui all'allegato II.2, nel calcolo della soglia di anomalia le offerte di uguale ribasso devono essere considerate distintamente nei loro singoli valori (criterio assoluto), e non come offerta unica (blocco unitario).

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