In materia di appalti pubblici, la certificazione CE richiesta dal capitolato tecnico come documento di comprova della conformità del dispositivo medico costituisce elemento essenziale dell’offerta tecnica; la sua mancata o errata produzione non è sanabile mediante soccorso istruttorio che si traduca in una integrazione sostanziale dell’offerta (produzione di un certificato CE “nuovo” e diverso). Il principio di autoresponsabilità del concorrente impone allo stesso di sopportare le conseguenze degli errori commessi nella presentazione della documentazione di gara; la stazione appaltante è tenuta a verificare la ritualità dei documenti allegati, senza poter supplire d’ufficio alle carenze del partecipante. Accertata la legittimità dell’esclusione di un concorrente dalla procedura di affidamento, il medesimo è carente di legittimazione ad agire avverso la totalità degli atti della gara (vieppiù, se successivi alla sua estromissione), dovendosi dichiarare improcedibili i motivi aggiunti contro l’aggiudicazione..
In materia di appalti pubblici, la certificazione CE richiesta dal capitolato tecnico come documento di comprova della conformità del dispositivo medico costituisce elemento essenziale dell’offerta tecnica; la sua mancata o errata produzione non è sanabile mediante soccorso istruttorio che si traduca in una integrazione sostanziale dell’offerta (produzione di un certificato CE “nuovo” e diverso). Il principio di autoresponsabilità del concorrente impone allo stesso di sopportare le conseguenze degli errori commessi nella presentazione della documentazione di gara; la stazione appaltante è tenuta a verificare la ritualità dei documenti allegati, senza poter supplire d’ufficio alle carenze del partecipante. Il regime transitorio di cui all’art. 120 del Regolamento (UE) 2017/745 non esonera il concorrente dall’obbligo di allegare il certificato CE laddove la lex specialis lo preveda come condizione di partecipazione; la possibilità di immettere sul mercato il dispositivo in transizione non equivale a dispensa dall’onere di allegazione individuale richiesto dalla gara. È consolidato l’orientamento giurisprudenziale che preclude la soccorribilità degli elementi integranti, anche documentali, dell’offerta tecnica, per garantire la par condicio competitorum (cfr. TAR Lazio, Sez. V, 17/10/2024, n. 18000; TAR Lazio, Sez. IV, 26/09/2023, n. 14255; Cons. Stato, Sez. V, 21/08/2023, n. 7870).
Il concorrente non è obbligato a quantificare specificamente il costo della manodopera relativo al personale aggiuntivo il cui impiego sia meramente eventuale. L'impegno ad attuare la clausola sociale ex art. 102 D.Lgs. 36/2023 può essere assunto in forma libera, senza formule sacramentali, essendo sufficiente un progetto di riassorbimento che garantisca stabilità occupazionale e tutele del CCNL. La valutazione delle offerte e l'attribuzione dei punteggi, espressione di ampia discrezionalità della commissione, sono sottratte al sindacato di legittimità salvo manifesta irragionevolezza, arbitrarietà, illogicità o travisamento dei fatti.
È legittima l'esclusione del concorrente la cui offerta risulti incongrua con riferimento alla stima dei costi aziendali relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ex art. 108, comma 9, D.Lgs. 36/2023, ove tali oneri, anche a seguito dei chiarimenti resi, risultino palesemente inadeguati rispetto ai parametri convenzionali elaborati da ITACA e INAIL, con motivazione analitica delle singole voci.
Nel giudizio di verifica dell'anomalia relativo ad appalti ad alta intensità di manodopera soggetti a clausola sociale, l'esito della gara può essere travolto solo quando il giudizio negativo sull'attendibilità dell'offerta riguardi voci di costo di rilevanza tale da rendere inaffidabile e insostenibile l'offerta nel suo complesso.
Ai fini della verifica del requisito di idoneità professionale, l’iscrizione camerale non deve necessariamente riferirsi a un’attività perfettamente coincidente con l’oggetto dell’appalto, dovendo la stazione appaltante accertare, secondo un criterio complessivo e non atomistico, la coerenza tra le attività risultanti dal certificato camerale e le prestazioni oggetto dell’affidamento. I codici ATECO hanno infatti finalità essenzialmente statistiche e non certificano l’attività concretamente svolta dall’impresa; possono pertanto concorrere alla dimostrazione del requisito anche le attività secondarie, purché l’operatore economico risulti effettivamente operante nel settore economico cui appartiene l’appalto. Una diversa interpretazione, fondata sulla perfetta sovrapponibilità tra iscrizione camerale e oggetto della gara, determinerebbe un’ingiustificata restrizione della concorrenza. Qualora la lex specialis preveda che il requisito di capacità tecnica debba essere posseduto dal raggruppamento temporaneo nel suo complesso, ferma restando la necessità che ciascun esecutore possieda i requisiti relativi alla prestazione che si è impegnato a realizzare, occorre distinguere il requisito di partecipazione, che deve sussistere in capo al raggruppamento al momento della presentazione dell’offerta, dal requisito di esecuzione, la cui verifica può essere effettuata in un momento successivo e comunque prima della stipulazione del contratto. La produzione in giudizio della documentazione attestante il possesso di quest’ultimo non integra, pertanto, soccorso istruttorio processuale quando la relativa verifica sia stata già positivamente svolta dalla stazione appaltante nella fase esecutiva. L’art. 108, comma 9, d.lgs. n. 36/2023 impone all’operatore economico di indicare nell’offerta economica l’ammontare complessivo degli oneri aziendali per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma non richiede l’esposizione analitica delle singole componenti di costo. La diversa questione della congruità dell’importo dichiarato attiene alla valutazione tecnico-discrezionale della stazione appaltante e non determina, di per sé, l’obbligo di attivare il subprocedimento di verifica dell’anomalia, che ai sensi dell’art. 110 d.lgs. n. 36/2023 presuppone la presenza di specifici elementi sintomatici della possibile anomalia dell’offerta.