In procedure di affidamento mediante accordo quadro “multi-operatore” con clausola che consente l’affidamento fino al 100% dell’importo a base di gara in caso di unico aggiudicatario, il requisito di qualificazione (attestazione SOA) deve essere parametrato all’intero valore del lotto e non alla quota di aggiudicazione “virtuale” (es. 60%/40%) spettante in base alla classifica. La mancanza del requisito di qualificazione in capo a una singola impresa del RTI, anche per scostamento minimo rispetto alla quota di lavori dichiarata, determina l’esclusione dell’intero raggruppamento, in conformità all’orientamento dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, 27 marzo 2019, n. 6. L’art. 97 del d.lgs. n. 36/2023 non trova applicazione ove non siano state rispettate le condizioni di comunicazione della carenza in sede di offerta e di estromissione/sostituzione del soggetto privo del requisito; non è ammessa la “compensazione” interna al RTI senza formale modifica della composizione. La discrepanza minima (nella specie: 400 euro) tra classificazione SOA e importo dichiarato non configura errore materiale sanabile né impone obbligo di soccorso istruttorio; l’esclusione è legittima per impegno a eseguire lavori superiori alla qualificazione posseduta.
In materia di appalti pubblici, la certificazione CE richiesta dal capitolato tecnico come documento di comprova della conformità del dispositivo medico costituisce elemento essenziale dell’offerta tecnica; la sua mancata o errata produzione non è sanabile mediante soccorso istruttorio che si traduca in una integrazione sostanziale dell’offerta (produzione di un certificato CE “nuovo” e diverso). Il principio di autoresponsabilità del concorrente impone allo stesso di sopportare le conseguenze degli errori commessi nella presentazione della documentazione di gara; la stazione appaltante è tenuta a verificare la ritualità dei documenti allegati, senza poter supplire d’ufficio alle carenze del partecipante. Accertata la legittimità dell’esclusione di un concorrente dalla procedura di affidamento, il medesimo è carente di legittimazione ad agire avverso la totalità degli atti della gara (vieppiù, se successivi alla sua estromissione), dovendosi dichiarare improcedibili i motivi aggiunti contro l’aggiudicazione..
In materia di appalti pubblici, la certificazione CE richiesta dal capitolato tecnico come documento di comprova della conformità del dispositivo medico costituisce elemento essenziale dell’offerta tecnica; la sua mancata o errata produzione non è sanabile mediante soccorso istruttorio che si traduca in una integrazione sostanziale dell’offerta (produzione di un certificato CE “nuovo” e diverso). Il principio di autoresponsabilità del concorrente impone allo stesso di sopportare le conseguenze degli errori commessi nella presentazione della documentazione di gara; la stazione appaltante è tenuta a verificare la ritualità dei documenti allegati, senza poter supplire d’ufficio alle carenze del partecipante. Il regime transitorio di cui all’art. 120 del Regolamento (UE) 2017/745 non esonera il concorrente dall’obbligo di allegare il certificato CE laddove la lex specialis lo preveda come condizione di partecipazione; la possibilità di immettere sul mercato il dispositivo in transizione non equivale a dispensa dall’onere di allegazione individuale richiesto dalla gara. È consolidato l’orientamento giurisprudenziale che preclude la soccorribilità degli elementi integranti, anche documentali, dell’offerta tecnica, per garantire la par condicio competitorum (cfr. TAR Lazio, Sez. V, 17/10/2024, n. 18000; TAR Lazio, Sez. IV, 26/09/2023, n. 14255; Cons. Stato, Sez. V, 21/08/2023, n. 7870).
Il concorrente non è obbligato a quantificare specificamente il costo della manodopera relativo al personale aggiuntivo il cui impiego sia meramente eventuale. L'impegno ad attuare la clausola sociale ex art. 102 D.Lgs. 36/2023 può essere assunto in forma libera, senza formule sacramentali, essendo sufficiente un progetto di riassorbimento che garantisca stabilità occupazionale e tutele del CCNL. La valutazione delle offerte e l'attribuzione dei punteggi, espressione di ampia discrezionalità della commissione, sono sottratte al sindacato di legittimità salvo manifesta irragionevolezza, arbitrarietà, illogicità o travisamento dei fatti.
È legittima l'esclusione del concorrente la cui offerta risulti incongrua con riferimento alla stima dei costi aziendali relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ex art. 108, comma 9, D.Lgs. 36/2023, ove tali oneri, anche a seguito dei chiarimenti resi, risultino palesemente inadeguati rispetto ai parametri convenzionali elaborati da ITACA e INAIL, con motivazione analitica delle singole voci.
Nel giudizio di verifica dell'anomalia relativo ad appalti ad alta intensità di manodopera soggetti a clausola sociale, l'esito della gara può essere travolto solo quando il giudizio negativo sull'attendibilità dell'offerta riguardi voci di costo di rilevanza tale da rendere inaffidabile e insostenibile l'offerta nel suo complesso.